Manna Ristorante

Attrezzi del mestieri ed equivoci da esperte

Cena del 23/06/2011
Ultimamente sono DROGATA di televisione. Ma in senso buono. Come è possibile tutto ciò? Evitando qualsiasi cosa che abbia a che fare con la TV di stato, e inebriandosi solo di programmi di cucina naturalmente. Sono pazza di Master Chef Italia, sto cominciando a sognarmelo la notte. Sarà perchè ho paura che Cracco e Bastianich escano rispettivamente dal forno e dal frigo mentre preparo la cena, pronti a coprirmi di vergogna con un solo sguardo o a gettare con tutto il disprezzo di cui sono capaci i miei miseri preparati nel lavabo. Barbieri invece mi rilassa, con quel suo accento emiliano che gli impedisce di pronunciare “pressure test” con un qualsivoglia suono anglosassone, e allora hai voglia a metter paura ai concorrenti: “Mò ti tocca il PRESSSSSSiure test”. Caro! Ma tanto poi è bastardo pure lui. Se ti deve dire che fai schifo te lo dice, con tanto di ESSE bolognese. Li adoro!

Mentre penso a che cosa farò della mia vita quando il programma sarà finito, mi preparo con le colleghe buongustaie ad affrontare degnamente l’autunno, non prima di avervi raccontato la nostra ultima cena proprio prima delle vacanze estive, l’ultimo degli arretrati!

Stasera siamo in forma smagliante, e non ce lo diciamo da sole, ce lo dice LUI, lo chef-ospite-patron del Manna, ristorantino strategicamente ubicato in una tranquilla e insospettabile piazzetta dietro Viale Monza. Ora che ci penso, non assomiglia per niente ai miei tre idoli della televisione, non ci ha insultate neanche una volta quella sera. Ma forse perchè lui cucinava e noi mangiavamo…ok, bando al masochismo e cominciamo a degustare!

Antipasti

La scelta dei piatti è particolarmente facile: primo perchè il menù offre giusto giusto quattro scelte per ogni portata, in secondo luogo perchè il nostro amico baffuto e dall’aria di chi la sa lunghissima si mette (letteralmente) una mano sul cuore quando ci vede (che sospetti qualcosa?) e ci propone di assaggiare…tutto, con un’unica concessione quantitativa ai primi che verranno serviti in porzione dimezzata. Mi piace questo sgravo decisionale!

La battuta di carne con pere e rafano

Le melanzane con stracciatella, guanciale e timo

Il vino è un Dolcetto d’Alba Castellengo di Ca’ Du Luin, scelta abbastanza neutra dato che non sappiamo esattamente cosa aspettarci. Ma la colpa è tutta degli insoliti nomi dei piatti, l’ironia qui non manca e questo ci piace! Mi sa che ci piace un pò troppo però. Il fatto è che il primo antipasto è il golosissimo ‘Ortaggio Folle’, melanzane con stracciatella, pane, guanciale e timo, come descrive con sapienza la gentile cameriera che ci porge il piatto. Non l’avesse mai fatto. Elisa, con tutto il candore di cui solo lei è capace, chiede subito “Ah ma la stracciatella, proprio il gelato?”. Che con le melanzane e il guanciale si sa, è la morte sua. In fondo l’ortaggio è per sua stessa ammissione FOLLE, quindi la buongustaia non può essere da meno. Laura ci fa notare che a questo punto dovremmo essere un pò più “esperte” da sapere certamente cosa è la stracciatella. Ma Carlo(Cracco) io lo sapevo, te lo giuro! Ti prego non venirmi a trovare in sogno! Per fortuna l’ortaggio è folle ma anche deliziosamente ricercato, mentre la battuta di carne cruda di manzo, pere e rafano ‘Ha vinto l’altra’ (così si chiama) si rivela freschissima e con un abbinamento inedito ma azzeccato, anche se forse il rafano copre a tratti il sapore della carne (che abbia vinto lui alla fine?).

Le alette di pollo speziate con ketchup crudo

La ricciola con verdure, zenzero e coriandolo

Rischiamo un secondo momento topico quando arrivano le ottime ‘KFC’ alette di pollo speziate con ketchup crudo e menta, laddove il ketchup crudo in questione viene servito in una simpatica tazzina. “Ma il caffè non è per me!”, Elisa per fortuna non riesce ad attirare l’attenzione del cameriere, e quello che pensava fosse caffè finisce subito sulle alette e le rende ancora più gustose. C’è una bella ricerca in tutto ciò, come anche nella ricciola scottata con verdure estive, zenzero e coriandolo ‘Ricci bollenti’, delicatissima e ornata da ciuffi di sedano ghiacchiato e super croccante che creano un contrasto apprezzabilissimo. E per oggi con le gaffe abbiamo dato!

Primi

Gli spaghetti con pomodoro e scorza di agrumi

Il riso con cozze, gorgonzola ed erbe amare

I primi sono un trionfo di sperimentazione ed originalità riuscite: i ‘Banalissimo’, spaghetti con pomodoro leggermente piccante e scorza di agrumi, che suscitano l’entusiasmo di Laura (“Ti esplode l’agrume in bocca!”), e il riso mantecato con cozze, gorgonzola naturale ed erbe amare ‘Muscoli blu’, ambizioso e alquanto rischioso (e infatti il sottotitolo nel menù è “Ma questo è scemo?!?!”) ma centratissimo! Lo adoro, quasi quanto il ‘Sopa Fria’ gazpacho con sedano e pistacchi salati, che è assolutamente divino! L’abbinamento con il sorbetto al sedano e pistacchi è l’accoppiata definitiva. Un vero colpo di genio! Concludiamo in bellezza con i ‘Quasi peperonata’ ravioli tostati di peperoni, patate e pasta di salame, assolutamente spettacolari nella loro chiccosa rusticità.

Il gazpacho con sedano e pistacchi

I ravioli di peperoni con patate e salame

Secondi

Chiara sta immortalando gli angoli artistici di questi locale intimo e sobrio, dall’ambiente essenziale e chic ma molto informale, e con qualcosa da dire. E il design non è l’unico a parlare: lo fanno anche i secondi, e che chiacchieroni! ‘Ma con tutti i pesci che ci sono…’ pesce spatola arrosto con valeriana, yogurt, cetriolo ed aneto è da applausi! Standing ovation (metaforica) al trio di sapori che esaltano la nostra amica spatola. Non è invece all’altezza il ‘Riassunto di scoglio’ zuppa di pesce di scoglio con polipo e seppie, buona ma non memorabile, diciamo senza entusiasmo, anche se assai scenografica con la vellutata di pesce versata al momento direttamente sul polipo.

Il pesce spatola con yogurt, cetriolo ed aneto

La zuppa di pesce con polipo e seppie

Terminiamo con il ‘Porco pinne gialle’ maiale tonnato con scalogni dolci, dove il maiale a detta dello chef è porco fuori e porco dentro, forse un pò “estremo” ma gradevole, con lo scalogno che è un vero conquistatore di buongustaie, e il ‘Pavido da cortile’ terrina di coniglio con pinoli, olive e salsa di cipolla bruciata, che non mi convince del tutto ma forse perchè è buono in quanto non sa troppo di coniglo. Magie del camouflage gastronomico!

Il maiale tonnato con scalogni dolci

La terrina di coniglio con salsa di cipolla bruciata

Nel frattempo veniamo puntualmente smascherate dal nostro amico chef-patron: “Macchina fotografica, taccuino…siete delle food blogger vero?”, detta così suona quasi seria. Sì lo siamo! Ma lui non hai mai sentito parlare del nostro blog ovviamente. Poco male, se non altro ha dimostrato di essere sul pezzo!

Dolci

La cheese cake con vin brulè e croccante di zucchero

La macedonia di frutta e verdura

I dessert sono tutti molto curati e assai godibili: dalla ‘Tu vuò fa l’ammmericano’ cheese cake con vin brulè ghiacciato e croccante di zucchero, originale e sorprendente nella sua crudità per l’assenza del classico biscotto e la decisa presenza del sorbetto al vin brulè, all’ ‘Agro balcanico’ macedonia di frutta e verdura con crema di limone verde, un pò scomoda nella sua ciotola sbagliata (“Ho dovuto usare il dito per raccogliere la frutta!”, si lamenta Elisa). Per finire assaggiamo l’ ‘Imprescindibile’ cioccolato fondente soffice e gelato di frutto della passione, assai fresco e goloso, e l’ ‘Augusto e Melba’ Pesca, crema alla vaniglia, mandorle e lampone, semplice e stuzzicante.

Il cioccolato soffice con gelato al frutto della passione

La pesca con crema alla vaniglia e mandorle

Quella che troviamo qui è indubbiamente una creatività da godere e da apprezzare in un menù equilibrato, ma con porzioni che restano più da nouvelle cuisine che da disperate. Ce lo aspettavamo! Come ci aspettavamo la calorosa ma forse un pò “studiata” accoglienza del nostro oste, sarà perchè ha capito che siamo delle pericolosissime blogger? In ogni caso il baffuto ha saputo metterci a nostro agio e a tratti stupirci con effetti speciali, perciò gli lasciamo circa €47 a testa e lo salutiamo con una certa curiosità su come cambierà il menù da una stagione all’altra. A presto! V.

Manna Ristorante
P.le Governo Provvisorio 6, Milano
Tel. 02 26809153

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Caterina Cavina
    Nov 15, 2011 @ 15:09:10

    Gentilissime, come posso mettermi in contatto con voi???

    Rispondi

  2. Caterina Cavina
    Nov 15, 2011 @ 15:09:51

    Ecco l’email giusta

    Rispondi

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