Ristorante Al Bacco Andrea Carola

Tra l’atomico e il piceo

Cena del 22/02/2011

L’aria di primavera è lontana, col freddo ne avremo ancora per un pò e poi non dimentichiamoci il fantomatico “colpo di coda dell’inverno”, amatissimo dai meteorologi e da questi atteso ogni anno con aspettative quasi fanciullesche (a dimostrazione del fatto che anche quello andrebbe annoverato tra i lavori psicologicamente usuranti). Pertanto la cena buongustaia del mese ci consente di non disdegnare una confortante abbuffata anche stasera. Capirai, che sforzo!

Questo piccolo locale conta pochissimi coperti e uno spazio ristretto, ma anche per questo intimo e con un’atmosfera rilassante. Essenziali gli arredi (anche a tavola), professionale e gentile il personale, tra l’altro mi è piaciuta l’efficienza e la velocità del servizio, sopratttutto considerato che ormai le buongustaie sono partite in quarta, e in quattro quarti ordinano dal menù: 4 antipasti diversi, diversi i 4 piatti principali, e i 4 dessert. Ebbene qui non fanno una piega, ma credo che questo derivi anche dal basso numero di tavoli da servire. Ed ora la fame avanza!

Il Vino

Antipasti

Il menù spazia dalla terra al mare con piatti tradizionali per lo più lombardi, ma il momento della sua lettura e della conseguente scelta dei piatti è per noi come sempre motivo di irrefrenabile entusiasmo da un lato, ma logorante e dolorosissima indecisione dall’altro, il tutto dettato dalla fame disperata ovviamente, ma che il più delle volte si trasforma in un tragico effetto di confusione più totale. Ragion per cui quando la nostra cortese oste ci raggiunge per prendere le ordinazioni per un istante leggo un certo sgomento nei suoi occhi (come biasimarla?). Io scelgo i panzerotti ripieni di fiocco di culatello e mozzarella di bufala, molto succulenti e saporiti, il culatello è ottimo, mentre il panzerotto è goloso ma non leggerissimo, forse rivela nella cottura lo stesso difetto dello gnocco fritto servito con varietà di affettati: il fritto non è perfetto, un pelino unto, il che nel caso dello gnocco lo rende meno “vaporoso” ma comunque abbastanza saporito. Di ottima qualità gli affettati, che gustiamo insieme al vino scelto da Elisa, un Sassella Valtellina Superiore di Rainoldi che avremmo assaporato meglio aprendo la bottiglia una mezzoretta prima, ma che comunque non ci delude (NB: qui il vino è servito anche al calice).

 

I panzerotti con fiocco di culatello e mozzarella di bufala

Varietà di salumi con gnocco fritto

 

Anche i fiori di zucchina ripieni di mozzarella di bufala e acciughe in pastella leggera risentono di un fritto non abbastanza asciutto, ma gli ingredienti non mancano di qualità e il risultato è decisamente sfiziozo. Buono anche lo strudel caldo di carciofi e Asiago, personalmente ho gradito molto il mix degli ingredienti del ripieno, uno sposalizio delicato ma rustico.

I fiori di zucchina con mozzarella di bufala e acciughe

Lo strudel di carciofi e Asiago

Secondi

Intanto le chiacchiere galoppano, tradizione vuole che i nostri appuntamenti serali siano anche angoli in cui dare sfogo a fantasie di vite alternative dove le quattro buongustaie su suggerimento di Elisa entrano a tutto tondo nel food business e decidono di aprire “un ristoro” (cito testualmente), salvo rendersi conto che detta così non suona tanto difficile, basta comprare un gazebo al Leroy Merlin e cominciare a vendere limonata sulla riviera ligure. Che “ristorante” paresse troppo impegnativo?

Come secondo io scelgo il sandwich di filetto di branzino al forno con battuto mediterraneo, e devo confessarlo, mi conquista! Al punto che metto seriamenete a rischio le possibilità di assaggio da parte delle mie compagne. Il pesce è ben cucinato e con una salsina verde decorativa ma decisiva nel dare sapore. Elisa mi fa notare che con questo condimento il branzino un pò scompare, “però quello che ne rimane…” Promosso!

Il sandwich di branzino con battuto mediterraneo

Elisa si butta sulla padellata di controfiletto di manzo, patate e carciofi, abbastanza saporita e abbondante, mentre Chiara scegliendo la cotoletta alla milanese con patate saltate in padella rivela forse il desiderio di diventare esperta buongustaia amica della cotoletta (vedi qui), e da brava disperata non si arrende neanche dinanzi alla versione qui proposta, che per noi purtroppo non raggiunge la sufficienza: si sa, la vera cotoletta alla milanese va fritta nel burro, ma il burro in questione rivela una prepotenza eccessiva. Dovrebbe abbassare un pò la cresta e capire che la carne è la vera protagonista, non il timido ripieno di una panatura non all’altezza. Peccato!

La padellata di controfiletto con patate e carciofi

La cotoletta alla milanese

Laura invece c0n la silenziosa concentrazione che dedica all’ossobuco in gremolada con purè di patate ci fa intuire che qualcosa sta succedendo da quelle parti, ma che cosa? Che l’ossobuco si scioglie in bocca e il condimento è ben fatto, un pò abbondante forse ma esalta bene il sapore e la qualità della carne. Il purè di patate fa la sua comparsa in forma di piccoli ciuffi poco degni di nota, la disperazione avrebbe richiesto una presenza più decisa da parte del contorno, ma l’ossobuco, si sa, intimidisce non poco.

L'ossobuco in gremolada con purè

Dolci

Siamo abbastanza sazie, ma di rinunciare al dolce non se ne parla nemmeno, ovviamente. Intanto le elucubrazioni culinarie di oggi vagano incontrollate fino a quando Elisa non esprime il desiderio di provare la “cucina atomica”. Ho il vago sospetto che si riferisca alla cucina molecolare, anche se “atomica” a me fa pensare più a Hiroshima che all’atomo. Laura le fa notare che l’atomo e la molecola non sono la stessa cosa, e io che Ferran Adrià non sarebbe affatto contento sentendola parlare. “Ferr chi?” Ok, come disperate siamo perfette, sul lato buongustaie c’è ancora molta strada da fare, lo ammetto.

Mentre Laura conclude ricordandoci che “non si vive di sola cucina molecolare”, arrivano i dessert, e mai tempismo fu più apprezzato! Sarà per questo che trovo deliziosa la millefoglie con crema chantilly e scaglie di cioccolato fondente, che invece non desta l’entusiasmo delle mie colleghe, forse per il troppo sentore di burro nella sfoglia, ma la crema è comunque fresca e golosa. Fantasioso e delicato il semifreddo di torrone con marmellata di mandarino, e non male anche il tortino caldo di grano saraceno con marmellata di lamponi, anche se quest’ultima è un pò troppo acida, forse andava smorzata leggermente con un pò di zucchero a velo.

La millefoglie con crema chantilly e cioccolato

Il semifreddo di torrone con marmellata al mandarino

Il tortino di grano saraceno con marmellata di lamponi

Chiudiamo con lo sformatino caldo di cioccolato fondente, un pò banale e non particolarmente brillante, e per il quale Laura non manca di trovare l’aggettivo definitivo: “E’ decisamente piceo”. Appiccicoso, nerissimo, non fa una piega. Pensavate che fossimo rimaste a corto di parole eh? (In tutto questo Chiara lo è, tra la cucina atomica e lo sformatino piceo comincia a chiedersi se non dovremmo chiamarci semplicemente Le Disperate).

Lo sformatino di cioccolato

Arriva un bicchierino di barolo chinato da gustare in quattro tirando le somme della serata. Elisa, sempre più assorta, decide che dello chef di stasera dobbiamo premiare la fantasia e la cura nel pensare i piatti, ma è come se questo non fosse il suo mestiere da sempre. Che sia un disperato come noi? Nonostante qualche pecca, la cena è stata gradevole, le porzioni sono abbondanti, migliorabili le preparazioni, mentre il conto è un totale di 176 Euro, nessuna sorpresa da questo punto di vista. Per chi desidera un posticino tranquillo con una buona cucina ma senza troppe pretese, e dove si possa chiacchierare indisturbati. Alla prossima! V.

Al Bacco Andrea Carola
Via Marcona 1, Milano
Tel. 02 54121637

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: